Promozione della navigazione interna rispettosa dell’ambiente
La navigazione interna è una modalità di trasporto ecologica. A livello europeo ci sono diverse iniziative volte a garantire che diventi una modalità di trasporto ancora più ecologica.

La navigazione interna e la tutela dell’ambiente vanno di pari passo. L’acqua alta e bassa, la ricerca di sistemi di propulsione sostenibili, lo smaltimento dei rifiuti prodotti a bordo e la protezione delle persone a bordo e di quelle che vivono lungo le rive fluviali sono temi onnipresenti in questo settore. Per contrastare l’acqua alta e bassa si sviluppano sistemi di allerta precoce e si costruiscono bacini di raccolta. Grazie a progetti pilota, nel settore della navigazione interna vengono valutate le possibilità di commercializzazione dei sistemi di propulsione sostenibili, e grazie alla Convenzione sulla raccolta, il deposito e il ritiro di rifiuti nella navigazione sul Reno e nella navigazione interna (CDNI) è stato istituito un sistema che regola, tra le altre cose, lo smaltimento dei rifiuti prodotti a bordo.
Dall’inizio del XX secolo la protezione dell’ambiente fa parte della «sicurezza generale» per la Commissione centrale per la navigazione sul Reno (CCNR). Nella navigazione interna si distingue soprattutto tra la protezione dell’ambiente in seguito a incidenti e quella legata ai metodi e alle tecniche di lavoro utilizzati a bordo delle navi nonché al trattamento dei rifiuti prodotti. Le misure ambientali e di sicurezza vanno quindi di pari passo. La base per prevenire gli incidenti e garantire un elevato livello di sicurezza sulle vie navigabili è un quadro normativo uniforme con norme tecniche e regole per il trasporto di merci pericolose.
La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e degli inquinamenti atmosferici nella navigazione interna è un altro obiettivo della CCNR. Ciò include considerazioni sulla riduzione duratura del consumo di carburante e sull’uso di fonti energetiche alternative come il gas naturale nonché di tecnologie di combustione alternative. La navigazione interna è uno dei metodi di trasporto delle merci più neutrali per il clima. I suoi vantaggi sono messi in discussione soprattutto a causa delle emissioni dei motori obsoleti delle imbarcazioni. In questo contesto, nel 2018 gli Stati membri della CCNR hanno firmato la Dichiarazione di Mannheim, che mira a raggiungere una navigazione interna a impatto climatico zero entro il 2050 (maggiori informazioni). Per realizzare questo obiettivo è stata sviluppata la roadmap della CCNR per la riduzione delle emissioni nella navigazione interna (maggiori informazioni).
La CDNI è stata elaborata per creare regole uniformi per la raccolta, la consegna e lo smaltimento di rifiuti dovuti al trasporto di merci e passeggeri. La Convenzione, entrata in vigore nel 2009, fornisce un importante contributo alla protezione dell’ambiente, alla sicurezza della navigazione interna, al miglioramento della qualità dell’acqua e dell’aria e alla tutela della salute del personale. Comprende un divieto generale di immissione nelle acque superficiali e norme sulla prevenzione e il trattamento dei rifiuti di bordo e sul loro scarico in impianti a terra. La Convezione suddivide i rifiuti in tre categorie: rifiuti oleosi e grassi (p. es. oli usati), rifiuti provenienti dal carico che si formano durante il trasporto di merci secche o liquide e altri rifiuti della navigazione (p. es. carta o acque di scarico domestiche).
Finora nella categoria «rifiuti provenienti dal carico» erano registrati solo i materiali solidi e liquidi. Con l’introduzione del divieto di degassaggio/spurgo in vigore dal 1° ottobre 2024, vengono registrati anche i residui gassosi nocivi del carico (o più semplicemente «vapori»). A ogni trasporto di merci, una piccola parte del carico rimane nella stiva/cisterna. Nella maggior parte dei casi, questi residui devono essere rimossi. Se il carico trasportato è composto da sostanze pericolose, dopo lo scarico rimangono i cosiddetti vapori residui che finora, con poche eccezioni, potevano essere rilasciati nell’atmosfera. Un degassaggio può essere necessario per vari motivi. Poiché i vapori potrebbero mettere in pericolo la salute dell’equipaggio e delle persone che risiedono nelle vicinanze delle vie navigabili interne, è stato deciso di modificare la CDNI prevedendo un divieto di degassaggio/spurgo in tre fasi che saranno introdotte in momenti diversi. In ogni fase il divieto di spurgo sarà esteso a ulteriori sostanze.
Questa modifica consente di evitare il 95 per cento dei vapori nocivi, il che rappresenta un miglioramento significativo per l’ambiente e la sostenibilità del trasporto merci sulle vie d’acqua (maggiori informazioni).
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